Il reanderthal

Tra i duecento e i quattrocento mila anni fa fece la sua comparsa l’uomo di Neandhertal, un ominide da non confondere con l’Emmenthal, che invece è un formaggio svizzero coi buchi. Scomparve senza lasciare tracce, cosa che ancora oggi costituisce un mistero scientifico irrisolto. Il Neanderthal, non l’Emmenthal.

Alcuni studiosi pensano che l’Homo Neanderthalensis sia stato spazzato via da un meteorite, piccolo, caduto in testa al suo re. Apriamo una parentesi, che è poi il motivo di questa piccola storia.

Dio sospettava che l’uomo di Neanderthal soffrisse di solitudine. Nessuno ha mai sentito, infatti, parlare di uomini di Neanderthal. O donne. Sempre e solo l’uomo di Neanderthal. L’eterno, l’Onnipotente, che vede, provvede e cancella tutte le macchie dello sporco, un giorno lo chiamò.

“Uomo di Neanderthal!”. L’uomo di Neanderthal, però, non sapeva di chiamarsi uomo di Neanderthal. Pensava tipo Ciro o forse Gennaro. Perciò l’Onnipotente, dopo averci provato un paio di volte, si limitò a un sonoro e potente “Ouhhh!!!”. L’UDN si voltò, e non vedendo nessuno, domandò “Chi è là?!”

“Sono Dio”
“Io chi?”
“Non io. Dio”
“Dio?”
“Sì, Dio”
“Ma Dio chi? Il cugino di Ptarup?”
“Ptarup?”
“L’homo sapiens che sta qui all’angolo e vende bracciali di ossa di renne”
“Ah, quel Ptarup. È mio figlio. Siete tutti miei figli”
“Tuoi figli? Al massimo Ptarup. Fatti vedere in faccia”
“Ho la faccia di quello che credi. Sono dappertutto e da nessuna parte”
“Se sei qui, ti tiro una clavata in testa così magari ricominci a parlare come una persona normale”
“Io sono colui che sono”
“È quello che temevo”
“So che ti senti solo”
“Come?”
“Sei l’unico della tua specie”
“Ah, davvero? Pensavo che gli altri fossero nascosti”
“Non essere insolente. Io, che sono l’Iddio unico e onnipotente, che vede e provvede, ho deciso che, da domani, condividerai quest’avventura con un’altra persona”
“No, guarda, Dio, io da solo sto da Dio. Lascia stare”
“Silenzio! La decisione è stata presa. Era già tutto previsto. Non ti manderò, però, una donna, come ho fatto con Adamo. Povero Adamo, quasi non lo riconosco più: barba sfatta, in ciabatte, a portare fuori la spazzatura. No, ti manderò un re”
“Un re? E cosa sarebbe?”
“Un unto del Signore. Governerà su qesto piccolo lembo di terra e ti dirà quello che devi fare”
“Non sapevo che la moglie di Ptarup fosse un unto del signore”
“SI-LEN-ZIO! Ti mostrerà l’arte del buon governo e insieme a lui crescerai e prospererai”

Così, Dio se ne andò. Il giorno dopo, quando l’UDN si alzò, si trovò di fronte la sagoma di una persona che se ne stava lì, ferma, a fissarlo. In silenzio. L’antro della grotta era ancora avvolto dall’oscurità, così che l’UDN riusciva a distinguerne solo i contorni.

“Ah, ci siamo svegliati. Alla buon’ora”
“Scusi, ci conosciamo?”
“Il tuo nuovo capo, piacere”
“Il mio nuovo capo?”
“Il tuo re. Sire. Imperatore. Signore e padrone”
“Sei la moglie di Ptarup?”
“Come osi! Io sono il Reanderthal, l’unto del Singore, mandato quaggiù da Iddio onnipotente, che vede e provvede e cancella tutte le macchie, anche le più difficili, in vendita al 30% di sconto solo per questa settimana! Sono stato inviato per regnare sulla stirpe dei Neanderthal”

“Stirpe? Sono solo io. Mi sa che hai letto male la descrizione delle tue mansioni”
“Grazie per il feedback costruttivo. Ora tocca a me presentarmi”
“Ma io non ho detto nulla”
“Ho 32 anni. Sì, sono anziano, ma ti assicuro che ho ancora la vitalità di un ragazzino. Dopo il master in gestione d’impresa, ho guidato un team di scimmie nell’Africa centrale. Bellissimo lavoro, ma logorante. Saltare da un albero all’altro non è per tutti. E ora eccomi qui. Sei pronto per questa avventura? Faremo grandi cose, noi, tutti insieme”
“Tu e io?”
“Dio ha in mente grandi progetti per noi”
“Tipo?”
“Non lo so, il suo volere è imperscrutabile. È un visionario, uno che ha fondato un’azienda dal nulla in pochissimi giorni. Genio!”
“Se mi ha mandato giù te, non so quanto sia genio”, mormorò l’UDN.
“Come?”
“Niente. Un genio, certo”
“Ottimo! E ora che ci siamo presentati, mettiamoci subito al lavoro. Grandi cose!”
“Grandi cose!”
“Perfetto. Adesso lasciami un paio di ore per organizzare il piano per questa settimana”
“Sicuro. Ehi, sire, guardate là, in alto! Un meteorite! Sta cadendo dritto verso di noi!”
“Dove?”
“Là!”

E fu in quel momento, mentre il Reandhertal volgeva lo sguardo all’insù, che l’UDN lo colpì in testa con una clava. Subito la voce del Signore, il capo dei capi, riecheggiò per la valle.

“Ouhhh!!!”
“Chi è là!”
“Sono sempre io”
“Io chi?”
“Io Dio”
“Oh mio Dio”
“Che c’è?”
“Niente. Era un’esclamazione”
“Cosa è successo al Reanderthal?”
“A chi?”
“Come a chi? Il re che ti ho inviato e che giace esanime di fianco a te!”
“Ah, quel Reanderthal! Credo sia stato colpito in testa da un meteorite”
“Un meteorite?”
“Sì, ma piccolo. Un meteoritino. L’ha colpito dritto in testa. Il mio amato sire si è accasciato. È spirato in pochi secondi. Prima di morire, però, ha detto qualcosa”
“Che cosa?”
“Dì a Dio che trz…urp…fff”
“Ma non significa niente”
“Gliel’ho detto pure io, ma se ne era già andato”
“Che peccato. Seppeliscilo, ora, e rendigli i giusti omaggi. Ora vado, devo parlare con l’homo sapiens che mi darà parecchie gatte da pelare nel futuro. Tipo l’invenzione del reggaeton. Mi faccio vivo io”

Poco dopo l’uomo di Neanderthal abbandonò la sua terra e fuggì, certo che l’Onnipotente avrebbe presto scoperto l’orrendo delitto di cui si era macchiato.

Da lì si perdono le sue tracce, anche se in una grotta delle Hawaii è stato ritrovato un antico graffito che raffigura l’UDN su una spiaggia, dietro il bancone di un chiringuito.