Negli anni venti del secolo scorso l’antropologo svedese Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior scoprì, sotto il divano di casa sua, una nuova specie di ominide.
In realtà, la scoperta dovrebbe essere attribuita alla signora Giuseppina, un’immigrata italiana che lavorava come domestica presso casa Eliasson.
Nel suo libro L’evoluzione animale, dallo spermatozoo allo zoo, lo studioso aveva classificato la signora Giuseppina come un incrocio tra un ominide e della plastilina non ancora modellata. Molti anni dopo la signora Giuseppina venne riabilitata tra gli homo sapiens.
Si scoprì, infatti, che la maggior parte delle classificazioni del signor Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior si erano basate sulla teoria di Cesare detto L’ombroso, un noto criminologo che, da quando aveva teorizzato un legame tra carattere e tratti fisiologici, si era incupito parecchio, soprattutto dopo essersi guardato allo specchio.
Ma torniamo all’incredibile scoperta. Mentre spazzava vigorosamente il pavimento del soggiorno di casa Eliasson, la signora Giuseppina aveva notato una sagoma incastrata sotto al divano.
Non ci aveva fatto troppo caso, perché da un popolo che divorava il surströmming si aspettava ormai di tutto. Aveva tuttavia avvertito Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior, perché gli ospiti vanno sempre annunciati.
Inizialmente Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior lo aveva scambiato per suo cugino, il dottor Theo Hugo William Lucas Mario Eliasson Junior, uno scienziato di fama mondiale.
La notte della scoperta, l’antropologo si era svegliato con un dubbio assillante: suo cugino abitava a più di trecentocinquanta chilometri di distanza. Che cosa ci faceva sotto il suo divano? E poi, presentarsi così, senza neanche fare una telefonata.
Il giorno dopo aveva esaminato attentamente l’ominide. Non aveva i baffi, né portava gli occhiali, quindi non poteva essere suo cugino.
Il cranio era conservato piuttosto bene, e vedendo le carie sui denti, l’antropologo ne aveva dedotto che l’ominide, vissuto verosimilmente tre milioni di anni fa, masticasse troppe caramelle alla liquirizia.
La cosa che lo aveva colpito di più era il fatto che, sopra a quello che una volta era stato un collo, era adagiata una sciarpa. Un po’infeltrita, a dire il vero, ma si sa che a quei tempi non c’erano ancora prodotti specifici per la cura della lana.
Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior si era domandato se un oggetto di quel tipo non avesse avuto una valenza sociale e religiosa. Aveva così ipotizzato che l’ominide potesse essere stato un capo tribù, lo stregone del villaggio oppure un tizio piuttosto alla moda.
L’ominide, o meglio, quello che restava di lui, fu portato al museo di scienze naturali di Stoccolma e da allora è conosciuto come lo sciarpalopiteco.
Questa scoperta portò onori e gloria a Theo Hugo William Lucas Elias Eliasson Junior, che spese gli ultimi anni della sua vita a cercare di farsi accorciare il nome. Senza successo.