Lo spazzacanino

Questa è una storia di riscatto. E di specializzazione. Se non vi interessa il riscatto, magari potrebbe interessarvi la specializzazione. E viceversa. Se non vi interessano entrambe, vi consiglio di saltare il racconto, tanto non è che diventate più intelligenti. Incominciamo.

È l’inizio degli anni Settanta. Case popolari, barriera Sud di Milano. Qui nasce, ultimo di sei fratelli, Corradino. Non è che nasca proprio qui. Nasce alla clinica Mangiagalli un caldo pomeriggio di fine estate.

La sua è una famiglia povera che non ha nemmeno i soldi per comprarsi la carta igienica, i clementini, la Nutella o l’Alfa Sud. La madre non lavora, il padre non lavora, i suoi cinque fratelli non lavorano. Però, si vogliono tutti molto bene e questo è sempre un buon inizio.

Non litigano mai, una patata condivisa per pranzo e cena, una zuppa di zuppa, parecchia aria per saziarsi più velocemente. Dopo cena, non si lavano i denti perché nessuno ha uno spazzolino, pregano il bambin Gesù che gliene mandi almeno uno, poi si infilano tutti sotto la stessa coperta. Vicini vicini.

Non devono spegnere la luce perché non ce l’hanno. L’indigenza ha i suoi vantaggi. “Sempre guardare il bicchiere mezzo”, ricorda loro il padre, che è così povero che non ha nemmeno tutti i vocaboli che gli servono per finire quello che vuole dire. 

In famiglia si accorgono subito che Corradino, quel bambino magro magro che riesce a toccarsi il naso con la punta della lingua, ha delle capacità straordinarie. A quattro anni impara a leggere, da solo, anche se a cinque si è già dimenticato tutto. In prima elementare è l’unico della classe che riesce a stare seduto per più di cinque minuti consecutivi.

Vero, la sua è una classe vivace in un quartiere difficile e la maestra deve fare lezione con l’ombrello aperto per proteggersi dagli sputi degli alunni, ma Corradino non è come tutti i suoi coetanei. Non vuole diventare pompiere, fare l’estorsore o il disoccupato come i suoi compagni di classe.

No, lui è un sognatore. E sogna in grande. Farà l’esattore delle tasse. O il presidente dell’Universo. Non ne è ancora sicuro perché, come tutti i bambini intelligenti, è pieno di dubbi.

I sogni, però, quando si scontrano con la realtà, evaporano, come i soldi sul mio conto a fine mese. A dieci anni Corradino perde tutti i denti da latte. All’unisono. Si alza una mattina e non sono più lì, in bocca, dove erano sempre stati. Svaniti. Per chi non ha nulla, una perdita traumatica. Tutta la famiglia, quella mattina, aiuta Corradino a ritrovare i denti da latte, senza alcun successo.

Pochi giorni dopo gli spunta una coppia di canini che se ne stanno lì, da soli, pendenti, come due stalattiti. E lì, da soli, rimarranno, perché a Corradino non spunteranno più altri denti. Mentre la sua famiglia vede problemi e difficoltà, Corradino, dotato di spirito imprenditoriale, vede invece un’opportunità.

Gli inizi non sono facili. I compagni di classe lo chiamano conte Dracula. Anche i suoi fratelli lo chiamano conte Dracula e pure i genitori iniziano a pensare che, magari, loro figlio, sempre così pallido e mingherlino, qualcosa di vampiresco ce l’abbia. Ma Corradino non presta orecchio a tutte queste scemenze e va avanti per la sua strada.

Scopre di poter fare delle cose incredibili con quei denti, come prendere un ghiacciolo e infilarlo lì, tra un canino e l’altro, nell’attesa che si sciolga. Questo lo fa crescere in popolarità e gli alunni della scuola media che frequenta smettono di fare il segno della croce quando se lo trovano davanti.

Corradino capisce di avere un dono di cui deve prendersi cura. Incomincia a spazzolarsi i denti in maniera ossessiva, anche dieci volte al giorno, fino a quando diventano così bianchi e lucidi che li utilizza come catarifrangenti la sera, quando torna a casa su quella bici sgangherata trovata abbandonata alla discarica vicino a casa sua.

A quattordici anni, unico della sua famiglia, si iscrive al liceo scientifico. Vuole studiare. I genitori sono preoccupati, temono che un giorno a loro figlio venga il desiderio di lavorare, ma lo lasciano fare, perché nella loro famiglia l’amore viene prima di tutto, anche dei loro saldi principi morali.

Continuano a chiamarlo conte Dracula, ma a Corradino non importa. Impara ad aprire le lattine di birra con i denti, cosa che contribuisce non poco ad aumentare la sua popolarità a scuola. Studia e si pulisce i denti. Si pulisce i denti e studia. È l’alunno migliore della scuola.

Finito il liceo, si iscrive a odontoiatria. Ed è durante gli anni universitari che ha l’idea che cambierà la sua vita: aprire una clinica specializzata nella pulizia e nella cura dei canini. Sa che niente del genere è ma stato fatto prima d’allora.

Ne parla con il suo amico e compagno di università Artemisio Dadone, che ne è entusiasta. Appena si laureano, scrivono un piano aziendale e lo presentano alla regione Lombardia, che decide di finanziare il progetto.

Il 7 marzo del 1999 inaugurano lo Spazzacanino, la loro prima clinica, a Milano, in via Pagano. Non c’è molta gente. In realtà non c’è nessuno, è domenica. Non si perdono d’animo e riinaugurano qualche giorno dopo, giovedì 11 marzo. La gente si accalca per bere Franciacorta e mangiare tramezzini al salmone, pomodorini ciliegini che possono prendere dai canini di Corradino e voulevant.

Poi, si fanno dare tutti una spazzolata ai canini, che Corradino e l’Artemisio fanno con una tecnica particolare e innovativa inventata da loro: vi alitano sopra, puliscono quindi con dei panni in microfibra, spazzano i denti con uno scopino, millimetro per millimetro, e terminano con una passata di sbianchino.

È un successo. Nel giro di dieci anni aprono cliniche prima in tutta Italia, poi in tutto il mondo. Chi non ha i soldi per pagare viene curato gratis. Non esiste persona al mondo che non si sia fatta curare i canini almeno una volta in una delle loro cliniche specializzate.

La voce arriva fino in Transilvania. Il conte Dracula diventa un assiduo cliente. L’incontro con Corradino è molto commovente: Corradino gli racconta del soprannome che gli avevano dato e come questo sia stato la molla per il suo riscatto. I due si abbracciano e piangono insieme, anche se a un certo punto il conte tenta di mordere Corradino sul collo.

Nel 2020 Corradino finisce sulla copertina del Time come uomo dell’anno, ma poi si scopre che non era il Time, ma il Taim, un settimanale di informazione per chi si aiuta a leggere con il dito.

Corradino è uno degli uomini più ricchi al mondo e ha un capitale di circa due miliardi di euro, per lo più convertiti in noccioline, cibo di cui è piuttosto ghiotto. Vive sempre a Milano, in una grande villa insieme ai suoi fratelli e ai suoi genitori, che lo amano come quando era Corradino senza nulla, anche se disapprovano il fatto che lavori.

Ma non dicono niente, perché l’armonia, in quella famiglia, viene prima di tutto.