Gli occhiali da vista

“Chi ha visto gli occhiali da vista?”, questo il titolo della conferenza tenutasi l’altro giorno sulle sponde del lago di Garda. Relatore, il professor Umberto Radice Cellino, che da anni porta avanti la sua battaglia contro le case produttrici di occhiali, secondo lui responsabili di diffondere false notizie su inesistenti problemi di vista.

“Ma quali deficit visivi! La natura ci ha creati perfetti. Dio ci ha creati perfetti. Se avesse voluto dotarci di occhiali da vista, lo avrebbe fatto fin dall’inizio!” sono le parole con cui ha inaugurato la conferenza. Poi, purtroppo, ha dovuto fermarsi lì perché, in quanto affetto da una grave forma di astigmatismo, non è riuscito a leggere nemmeno una riga di quello che aveva scritto. Un peccato.

Ma chi ha inventato davvero gli occhiali e perché? Lo abbiamo chiesto al massimo esperto dell’argomento, Al Massimo, autore del saggio storico Camera con occhiali da vista. “La domanda è un’altra”, ci ha risposto Al Massimo, durante la nostra intervista. 

Io: Quando la specie umana ha iniziato ad avere problemi di vista?AM: In realtà, perché se la mucca fa mu, il merlo non fa me? Comunque la ringrazio per la domanda. So che la mia risposta non piacerà a molti, ma tutto ha inizio con Dio
Io: Ci spieghi meglio
AM: Vede, Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Con l’arrivo di Eva, però, le cose sono cambiate. “Non ti somiglia per niente”, gli ha detto Adamo. D’altronde, Mater semper certa est, pater numquam
Io: Ma che cosa sta dicendo?
AM: Il problema era trovare un ottico decente ai tempi. Non ce n’erano. Quello è il peccato originale
Io: Non credo che la Chiesa sarà d’accordo
AM: Vi siete mai domandati perché, ai tempi, gli uomini cacciassero i mammut e non, per esempio, i colibrì?
Io: Immagino perché un mammut, con tutta quella car…
AM: Si vedono, anche da lontano. E ai tempi non si correva il rischio di scambiarli per un camion della nettezza urbana. Ma andiamo avanti. Scambiare una scimmia per la propria futura moglie non era la cosa più auspicabile
Io: In effetti
AM: Però accadeva. Astigmatismo e tutti quei peli erano un’accoppiata vincente. Bisognava trovare una soluzione
Io: Gli occhiali
AM: Non all’inizio. Mi riferisco al rasoio. Certo, una scimmia glabra non era un bel vedere, sempre che qualcuno riuscisse a vederla
Io: E gli occhiali?
AM: Arrivano dopo. Intorno al milletrecento. Qui abbiamo però due interpretazioni storiche differenti. La prima, sostiene che l’invenzione degli occhiali sia da attribuire a un uomo, Bartolomeo Aprea, presbite, che aveva già un paio di occhiali
Io: Come è possibile?
AM: Grazie a un altro uomo, Lapo Chianese, anch’egli già munito di occhiali da vista
Io: Par ben strana questa teoria
AM: E infatti, a ritroso, si arriva di nuovo a Dio, che però non aveva le caratteristiche fisiche adatte per portarne al volto un paio. Quindi la teoria deve essere falsa
Io: Allora mi dica quella giusta
AM: Alessandro Della Spina. Era un frate. E, come tutti i frati, non vedeva una figa nemmeno con il telescopio
Io: E questo cosa c’entra?
AM: Mi sembra ovvio, è la spinta che porta all’invenzione degli occhiali
Io: Ne è sicuro?
AM: Ci metto la mano sul cuoco
Io: Sul fuoco
AM: Quella ce la mette lei. A me serve per scrivere
Io: Che cosa ha permesso l’invenzione degli occhiali?
AM: Di trovare un altro paio di occhiali. Prima non era possibile. Unico problema, la montatura
Io: Ovvero?
AM: Gli occhiali all’inizio non avevano la montatura. Si poteva appoggiarli sul naso, quello di un altro, mangiarli, o usarli come sottobicchieri, dei bicchieri molto piccoli per la verità. Era impossibile indossarli. Quindi erano inutili. Fu un duro colpo per il povero Alessandro Della Spina, che affogò il suo dolore nell’alcol. È così che viene inventata la birra alla spina
Io: Non mi risulta
AM: Mi spiace per lei. Il Della Spina era l’Elon Musk del milleduecento. 
Io: Andiamo avanti. Quando compaiono gli occhiali moderni?
AM: Una notte di luna piena. Boschi del Veneto. Delle scimmie si spulciano ed emettono suoni gutturali che pochi anni fa alcuni trapper hanno trasformato in successi planetari
Io: In Veneto, nei boschi, non ci sono le scimmie
AM: Lei è mai stato in Veneto?
Io: Tutti gli anni. Vado a sciare a Cortina
AM: Certo, ma lei non è mai stato nel Veneto del 1920. Improvvisamente, tra i boschi di Calalzo di  Cadore, compare un monolite, che si staglia verso il cielo. Non si sa da dove sia arrivato, ma se ne sta lì, solido, impiantato nel terreno. Le scimmie interrompono le loro attività e guardano con curiosità lo strano oggetto
Io: Mi scusi, Al Massimo, ma questa non è la scena iniziale di 2001 Odissea nello spazio?
AM: Le scimmie, dopo qualche minuto, si stufano, e ricominciano a saltare, spulciarsi e cantare canzoni trap. Intanto, da dietro un sentiero, compare Giovanni Lozza. Le scimmie lo scambiano per Giangiacomo Torretta e se la danno tutte a gambe
Io: E chi sarebbe, scusi?
AM: Giangiacomo Torretta è il bullo di Cadore e il terrore delle scimmie, perché quando le vede, appioppia a ogni scimmia una coppia di piatti. A quello le scimmie non possono resistere: sono costrette a suonare i piatti fin a quando non si scaricano le batterie
Io: Ma che cosa sta dicendo?
AM: Giovanni Lozza. Si avvicina al monolite e bussa
Io: Bussa?
AM: Non risponde nessuno. Strano, pensa il Lozza
Io: Scusi, ma chi dovrebbe esserci
AM: Appunto. Giovanni Lozza appoggia l’orecchio al monolite e si mette all’ascolto. Radio Italia, solo musica italiana
Io: Radio Italia?
AM. Appunto. Che lagna. Sta per andarsene quando succede qualcosa…
Io: Che cosa?
AM: Non lo sappiamo. Forse una piece teatrale. Difficle dirlo
Io: Ma ha bevuto?
AM: Sono veneti, cosa pensa
Io: No, non parlavo di…
AM: Sta di fatto che Giovanni Lozza torna a casa, confabula con Angelo Frescura e il giorno dopo aprono la prima fabbrica di occhiali
Io: E come è successo?
AM: Il monolite. È chiara. L’origine ignota degli occhiali. Aliena
Io: Intende aliena, non ignota
AM: Appunto
Io: Quindi gli occhiali sarebbero un’invenzione extraterrestre
AM: Il controllo del globo tramite le lenti
Io: Cioè, Giovanni Lozza farebbe parte di un complotto alieno volto a conquistare la Terra con gli occhiali? Non mi è molto chiaro
AM: Nemmeno a me, il che non lo rende meno vero
Io:…
AM: Vede, se gli occhiali non fossero stati inventati, nessuno sarebbe in grado ora di leggere i bugiardini dei prodotti farmaceutici
Io: Ma che c’entra?
AM: E nemmeno le note legale dei prodotti assicurativi
Io: Non vedo il nesso
AM: Appunto. Non lo vede, perché non ha un paio di occhiali. Gli occhiali oscurano la verità, è ovvio
Io: Pronto? Sì, un’ambulanza in via Rasori al 18

Quando ha visto i paramedici che indossavano entrambi un paio di occhiali, Al Massimo ha perso l’aplomb e ha incominciato a colpirli in testa con il suo tamagotchi.

Camera con occhiali da vista è ancora considerato il miglior libro mai pubblicato sulla storia degli occhiali, almeno da tutti quegli astigmatici che hanno provato a leggerlo senza nemmeno un paio di lenti.