La presentazione del libro L’uomo, la più grande invenzione del mondo, dello storico e mitomane Ulrico Pappafico, ha scatenato un acceso dibattito alla libreria Feltri&Nelli che va avanti da quasi una settimana.
I dipendenti della libreria hanno tentano invano di sbattere fuori tutti entro l’orario di chiusura, ma ogni tentativo, incluso l’arrivo di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, è risultato vano. I facinorosi non vogliono andarsene fin quando ognuno non sarà riuscito a esprimere la propria inutile opinione.
Io, grazie alle credenziali di inviato speciale di Costruzioni con l’ego, che mi permettono anche di accumulare ogni volta dieci punti sulla Fidaty card a ogni acquisto superiore a cinquantamila euro, ho potuto partecipare all’incontro.
Le premesse non sono delle migliori. Appena Ulrico prende il microfono, un gruppo di femministe si alza in piedi, incomincia a fischiare e a mostrare il proprio davanzale. Io, che non vedo un paio di tette dal 1996, ci ho messo un po’ a capire che una delle rappresentanti del gruppo era salita sul palco, impossessandosi del microfono.
“Come è possibile che nel 2024, il millennio che ci ha portato gli smartphone, l’intelligenza artificiale e Ballando sotto le stelle, come è possibile che ci sia ancora qualcuno come il signor Pappafica…”
“Pappafico”
“Eh, infatti, mi sembrava, come il signor Pappafico che ritiene che l’uomo sia la più grande invenzione del mondo? L’uomo, non la donna. Capito? L’uomo. Ma in che mondo pensa di vivere il signor Pappafica?”
“Pappafico”
Un coro di buu ha riempito il negozio.
“Forse al signor Pappafica…”
“Pappafico”
“…sfugge il fatto che l’uomo, non la donna, sia nato dalla donna. Signore mie, la donna è la più grande invenzione del mondo. L’uomo ne è un debole epigono. E poi diciamolo, una creatura che per sopravvivere ha bisogno di andare tutti i mercoledì a giocare a calcetto, può essere definita la più grande invenzione del mondo?”
Gli applausi hanno fatto quasi crollare il soffitto, già crepato, del negozio. Quando la signora è stata riportata giù, il professore Pappafico, non particolarmente impressionato, ha preso la parola.
“Ringrazio la signora per aver espresso il suo punto di vista. Apprezzo sempre chi esprime un’opinione differente dalla mia, anche quando l’opinione è frutto della mancata assunzione di medicinali”.
Poi ha proseguito con la sua tesi. O almeno, ci ha provato, ma un tizio lo ha interrotto intonando una versione a cappella di Somebody to love.
Davanti a uno tsunami di sbadigli del pubblico, ha spiegato come Dio, detto l’Onnipotente solo perché non aveva una moglie, avesse inventato il primo uomo sulla Terra. Dicono a sua immagine e somiglianza, ma in realtà pare fosse più a immagine e somiglianza dello zio.
Qualcuno si è risvegliato dal letargo e ha chiesto quale fosse la fonte dell’informazione. “Un buon giornalista non rivela mai la fonte delle sue informazioni” è stata la lapidaria risposta, prima che intonasse un alleluia e benedicesse la prima fila.
“Sì, ma perché lo ha inventato?”, ha domandato il tizio di prima.
Ne è seguito un lungo silenzio. Il tizio è salito sul palco per fornire la sua versione. La colpa sarebbe del Big Bang. Quando è scoppiato tutto quel putiferio, e i cantoni svizzeri tedescofoni hanno espresso le loro rimostranze per così tanto baccano dopo le dieci di sera, Dio non sapeva a chi dare la colpa. Perciò ha inventato l’uomo. E con quello, lo scaricabarile. Pappafico è intervenuto, strappandogli il microfono e pure un applauso del pubblico.
“Ringrazio vivamente il signore, a cui consiglio comunque di farsi vedere da un’esorcista”, sono state le sue parole, mentre accompagnava il tizio giù dal palco e fuori dalla libreria.
Finalmente il Pappafico è riuscito, in pochi minuti, ad esporre la tesi principale del suo libro. Per lo storico, l’uomo, la più grande invenzione del mondo, sarebbe stato inventato da se stesso.
“Ma come può l’uomo aver inventato se stesso? Prima dell’uomo non poteva esserci l’uomo, e una volta che l’uomo era comparso sulla terra, è ovvio che non poteva più essere stato inventato dall’uomo” è quello che ha domandato un bambino di cinque anni con dei baffi stranamente troppo lunghi per la sua età.
Il Pappafico ha tergiversato fino a quando ha potuto, ma visto l’insistenza del bambino, che ha continuato a ripetere la domanda all’infinito, si è trovato costretto a rispondere.
“Non credo sia un dettaglio fondamentale. Tuttavia, visto che me lo chiedete, e per evitare dubbi futuri, l’uomo è l’invenzione di un uomo un po’più brutto”.
Boato, scrosci di applausi, il pavimento della libreria ha iniziato a tremare. In mezzo a tutto quel fragore, si è alzata una manina. Il Pappafico, con un gesto da direttore d’orchestra, ha ottenuto il silenzio della sala.
“Mi scusi, ma lo sanno tutti che l’uomo è il risultato dell’evoluzione biologica e discende dalle scimmie”, sono state le parole pronunciate da una bambina, anche lei con dei baffi troppo lunghi per la sua giovane età.
Il Pappafico non si è lasciato sorprendere. “Forse, vedendo la peluria, i tuoi parenti discendono dalle scimmie”.
Non lo avesse mai detto. Un tizio largo come con camion, con dei baffi troppo lunghi per un essere umano, si è fatto largo tra la folla.
“Come si permette di insultare mia figlia!”, è stato quello che gli ha detto prima di addentargli il piede destro. Il Pappafico ha iniziato a colpirlo sulla nuca con il microfono, ma il tizio si è fermato solo quando è stato colpito da un fucile telenarcosi.
Nel frattempo, è partito un parapiglia tra sostenitori dell’evoluzionismo, creazionisti, messianici, terrapiattisti, fan dei Beatles e dei Rolling Stones. Quando ho visto la polizia in tenuta antisommossa entrare in libreria, me la sono svignata.
Non sono riusciti a fare molto. D’altronde, essere scemi non è un reato.
Il libro del Pappafico è ora un best seller in Italia. Tuttavia, sono numerosi gli intellettuali che ritengono che non sia l’uomo la più grande invenzione del mondo, ma la pizza margherita.