Il congiuntivo

Il professor Cacalberto Cantalamessa è il massimo esperto di congiuntivi in Italia. Almeno secondo lui. Ma non solo.

Una giuria composta da venti membri, selezionati in base all’assonanza tra il loro cognome e la parola zuzzurellone, hanno stabilito che il professor Cacalberto Cantalamessa non è un congiuntivo, pur essendone un fine conoscitore.

Per queste ragioni, e per il fatto che sono stato incaricato dall’editore di questo blog di scrivere un articolo sulla storia del congiuntivo, mi sono iscritto a Storia del congiuntivo e della congiuntivite, un corso di tre ore tenuto dal professor Cantalamessa nel refettorio della facoltà di Lettere e filosofia. Sono rimasto molto soddisfatto di quello che ho sentito. E anche delle due porzioni di budino al cioccolato, una vera delizia. 

Chi, come, dove, quando e perché è stato inventato il congiuntivo sono le domande con cui il professor Cantalamessa ha inaugurato la lectio magistralis. Domande rimaste inevase dal professore, con grande disappunto del pubblico presente.

Con un colpo da maestro, che lo colloca nella grande tradizione del teatro greco e romano, Cantalamessa ha invitato sul palco, una sedia messa alla buona, Gianfrancesso Saltalamessa, uno studente del quinto anno del liceo classico Panini di Milano.

Il deus ex machina è salito sopra la sedia e ha iniziato un excursus storico  sul pleistocene. Dopo aver ricevuto un potente coppino da parte di Cantalamessa, Saltalamessa ha finalmente iniziato a parlarci del congiuntivo. 

Sembra incredibile, ma il congiuntivo è un’invenzione umana. Troppo umana, come scrisse Nietzsche, che riteneva quella forma verbale un ostacolo al recupero della volontà di potenza.

In effetti, come anche supportato da alcuni studi nel campo della zoosemiotica, l’utilizzo del congiuntivo sembra essere sconosciuto all’interno del mondo animale. Tuttavia, questo non impedirebbe loro di aspirare a ruoli di primo piano nella società contemporanea.

Per molto tempo il congiuntivo ha avuto solo un valore sintattico e non semantico. A questo punto tale signor Piero, un pensionato colpito da Daspo per aver insultato un capo cantiere sulla gestione dei lavori edili, è scattato in piedi, urlando al Saltalamessa che non si doveva permettere di insultare i presenti con termini ingiuriosi e privi di fondamento.

Dopo averlo calmato con una porzione aggiuntiva di budino al cioccolato, il Saltalamessa è riuscito a chiarificare i concetti esposti.

Mentre prima il congiuntivo indicava il modo verbale utilizzato nelle subordinate, da fine Ottocento ha in cominciato a indicare, come riporta l’Accademia della Crusca, uno dei modi finiti del verbo che serve a presentare l’azione espressa dal verbo come incerta, ipotizzabile, desiderata, dubbia o soggettiva.

Inoltre, secondo il Saltalamessa, il congiuntivo, se sapientemente usato, serve a distinguere le persone normo dotate da Carmelo Pignavacca, il bullo del liceo Panini che sbaglia i congiuntivi anche quando deve leggerli. 

Sulla paternità, o maternità, dell’invenzione, i critici, e in particolare quelli più critici, si dividono. Per alcuni sarebbe un dono divino, anche se non è mai stato dimostrato l’utilizzo del congiuntivo da parte dell’Onnipotente. Per altri, invece, il congiuntivo è un’emanazione diretta della congiuntivite.

A questo punto il signor Piero è scattato in piedi un’altra volta urlando a squarciagola, Mi sembra la cazzata del secolo! Il terzo budino l’ha riportato allo stato catatonico.

Il professor Cacalberto Cantalamessa ha ringraziato Saltalamessa e ha concluso la lectio magistralis ricordando come ogni volta che qualcuno sbaglia un congiuntivo, si crea un tornado dall’altra parte del mondo. Poi il dottore che lo ha in cura l’ha preso per la mano e l’ha scortato fuori dal refettorio. 

Ricordo a tutti che il congiuntivo non fa male alla salute e non è indispensabile per montare un armadio PAX.

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