Il tostacane

Paese che vai, usanze che trovi. Così mi ripeteva il prozio Alfonzio ogni volta che si soffiava il naso sulla tovaglia di seta di mia madre.

Oggi, quindicesimo anniversario della sua seconda morte (la prima non conta perché anche lui se ne era dimenticato), mi è tornato in mente questo proverbio mentre venivo salutato a suon di sonori colpi sulla schiena, cosa he mi ha provocato la fuoriuscita dell’otturazione del molare inferiore. 

Proprio vero. Per esempio, in alcuni paesi i si saluta strofinandosi naso contro naso. In molti altri non esiste il bidet, il che ci fa capire come il confine tra la società moderna occidentale e il mondo cavernicolo sia davvero sottile.

Ciao, in alcune parti d’Europa, sostituisce l’arrivederci. La pizza con l’ananas è una ghiottoneria in tutto il mondo, ma in Italia, se non ricordo male, è punita con sette anni di visione coatta di Forum. Come ci vedeva lungo, il prozio Alfonzio, pace all’anima sua. 

E proprio oggi, mentre leggevo la rubrica Falso ma vero grazie al tuo QI del famoso mensile La settimana mistica, mi è saltata agli occhi una notizia che mi ha costretto a somministrarmi delle gocce anti congiuntivite. Parliamo di una terra non lontana dalla Cina, ma nemmeno molto vicina (notare che la terra vicina alla Cina è vi Cina, mentre un paese vicino alla Cina è vicino, come Mario, il mio vicino, che però non è assolutamente vicino alla Cina, vallo a capire), il Canzakistan. 

Non ne avevo mai sentito parlare, ma d’altronde la geografia non era mai stata la mia materia preferita: solo alla maturità, conseguita con tanta fatica da mio padre che l’ha sostenuta al posto mio, ho appreso che la Terra non è piatta e finisce dopo il Po, ma ha due grandi tette e si estende per diversi chilometri dopo il lodigiano. 

In Canzakistan, che si scrive Canzakistan ma si pronuncia Psss, vivono circa dieci milioni di abitanti, la maggior parte dei quali sono emigrati a cercar fortuna a Cellino sul mare. Sull’Enciclopedia Tre cani viene definito come un paese ‘tranquillo, governato generalmente da idioti’. 

Per mille anni la forma di governo principale è stata il dispotismo illuminato. Nel 1951 i sudditi ne ebbero abbastanza di vedere al potere un re che non era capace di contare nemmeno fino a sette, così fecero una rivoluzione e il potere passò nelle mani del popolo. Non essendo il popolo un concetto che era stato ben definito in precedenza, i Canzaki non riuscirono a mettersi d’accordo su nulla e decisero di fare un’altra rivoluzione, dando così nuovamente l’incarico di formare un governo a un monarca assoluto. 

Del Canzakistan non c’è molto da ricordare tranne, come scrive il poeta Bulangul, ‘le montagne di rifiuti, i fiumi di alcol e le gran tette della Lalib’. Al contrario dell’enciclopedia per sapientoni, La settimana mistica ci rammenta una particolarità del Canzakistan che mette il paese in lista alla classifica dei paesi indimenticabili: il tostacane. 

Sembra che gli abitanti, quando nel 1970 si abbatté una carestia di merendine al cioccolato, avessero iniziato a degustare menu a base di cane e da allora l’animale domestico per eccellenza sia diventatato parte della pietanza preferita dai Canzaki. 

Nasce così il tostacane che, grazie a una tecnologia innovativa sviluppata in un laboratorio per l’allevamento dei girini, è in grado di tostare qualsiasi razza canina in soli tre minuti e mezzo, dando la possibilità ogni mattina ai cittadini di spalmare un po’ di marmellata sul proprio animale preferito. 

Non sono qui per giudicare i gusti culinari di intere popolazioni, ed è probabile che qualche animalista abbia già storto il naso, ma tra la pizza con l’ananas sopra e un bella razza canina tostata, non avrei dubbi su cosa farmi trovare su un bel piatto la mattina per una colazione forte e rigenerante.

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