Personaggi
La morte
Diego Pipetta
Enea Pipetta, il figlio minore
Arcadio Pipetta, il figlio maggiore
Rosangela Pipetta, la moglie
Sono le due del mattino. La camera è immersa nell’oscurità. Diego Pipetta dorme profondamente. Di fianco a lui, la moglie russa. Si sente uno strano frusciare. Qualcun altro è dentro la stanza: la morte, il tristo mietitore. Ha un mantello in seta con dei motivi floreali, un borsello nero a tracolla e regge in mano una falce. Se ne sta per qualche istante immobile, di fronte a Diego Pipetta. Poi…
La morte: Psss
Non succede nulla
La morte: (Più forte) Psss
Non succede ancora nulla
La morte: Oh! (Dandogli una botta sui piedi)
Diego Pipetta: (Si svegli di soprassalto e accende la luce). Cosa…chi sei?
La morte: (Portandosi le dita scheletriche davanti alla bocca scheletrica). Shh, piano. Non voglio che svegli tua moglie
Diego Pipetta: Mia moglie non si sveglia neanche se la butti giù dal letto. Be’, chi sei? Che ci fai nella mia camera?
La morte: (Si si tira giù il cappuccio, lasciando il teschio scoperto. Sta per dire qualcosa ma viene subito interrotta)
Diego Pipetta: Ah, che schifo. Rimetitti il cappuccio, per piacere
La morte: Sono la morte e…
Diego Pipetta: La morte? Con questo mantello fru fru? Non andavi in giro vestita di nero?
La morte: Il nero non va più di moda. E comunque è un mantello in seta di Gucci
Diego Pipetta: E il borsello? Non sarai mica un maranza?
La morte: Ma quale maranza. Sono la morte e…
Diego Pipetta: Sì, sì, va bene. (Guarda l’orologio). Sono le due del mattino. Cosa vuoi?
La morte: Te lo avrei già detto se non mi avessi interrotto ogni volta. È giunta la tua ora
Diego Pipetta: In che senso?
La morte: Sono venuta a portarti via. Tra quindici minuti verrai colpito da un infarto. Inizierai a sentire dolore al petto e al braccio sinistro. Il dolore continuerà a intensificarsi fino al limite della sopportazione. Poi, morirai
Diego Pipetta: Sembra divertente, ma non posso morire oggi. Domani è mercoledì e ho la partita a calcetto con i miei amici. Spostiamo a domani
La morte: Il volere imperscrutabile…
Si apre la porta. Entra Enea Pipetta
Enea Pipetta: Papà…
Diego Pipetta: Cosa c’è Enea? Non vedi che sto parlando?
Enea Pipetta: Mi sono fatto la pipì addosso
Diego Pipetta: (Sbuffando). Va bene. Andiamo a cambiarci. Hai bagnato anche il letto?
Enea Pipetta: Mi sa di sì
Diego Pipetta: (Impreca a bassa voce) Le lenzuola le laviamo domani. Dopo dormi qui con noi. Va bene?
Enea Pipetta: (Annuendo) Papà?
Diego Pipetta: Dimmi Enea
Enea Pipetta: Ehm… Chi è questo signore vestito come la nonna Ada?
La Morte: Tua nonna ha buon gusto
Diego Pipetta: Non ti preoccupare. È un maranza, ma non dà fastidio a nessuno
La morte: Non sono un maranza!
Diego Pipetta e il figlio spariscono per qualche minuto. Quando tornano, la morte è ancora lì, immobile. Enea Pipetta sale sul letto
Enea Pipetta: Papà, c’è un trattore in camera?
Diego Pipetta: No, è solo la mamma. Dormi. (Rivolgendosi alla morte). Allora d’accordo così. Facciamo domani notte?
La morte: Il volere imperscrutabile…
Si apre lentamente la porta. Fa capolino Arcadio Pipetta che fissa la morte
Arcadio Pipetta: Papà, perché c’è un maranza in camera vostra
Diego Pipetta: (Rivolgendosi alla morte) Visto? (Voltandosi poi verso il figlio) Non ti preoccupare, è solo un menagramo
La morte: Non sono un maranza. E nemmeno un menagramo. E il mantello è un Guc…
Diego Pipetta: (Rivolgendosi ad Arcadio) E tu, perché sei sveglio?
Arcadio Pipetta: Non risucivo più dormire. Ho sognato che facevo colazione circondato da pizze Hawai e mi sono svegliato con un senso di orrore che non se ne è ancora andato
Diego Pipetta: Ti capisco
Arcadio Pipetta: Posso dormire qui con voi?
Diego Pipetta: (Sbuffando). A dodici anni sarebbe ora di smettere, no? Non so neanche dove metterti
Arcadio Pipetta: Dai, papà!
Diego Pipetta: (Imprecando a bassa voce). Vieni qui
Arcadio Pipetta sale sul letto, si infila sotto le coperte di fianco al fratello
Arcadio Pipetta: Papà?
Diego Pipetta: Dimmi Arcadio
Arcadio Pipetta: C’è un trattore in camera?
Diego Pipetta. No, è la mamma. Adesso dormi
Arcadio Pipetta: Papà?
Diego Pipetta: Sì?
Arcadio Pipetta: Mi compri la nuova Nintendo Switch?
Diego Pipetta: Arcadio, dormi e non rompere i coglioni
La morte alza un braccio scheletrico e sta per dire qualcosa quando, improvvisamente, si sveglia Rosangela Pipetta. Si tira su e si prende qualche secondo per capire la situazione. Sta già per esplodere vedendo entrambi i figli nel letto, quando la sua attenzione si sposta sulla morte.
Rosangela Pipetta: E tu chi cazzo sei?
La morte fa per rispondere ma non ne ha il tempo
Rosangela Pipetta: Diego, adesso spiegami cosa ci fa un maranza in camera nostra
La morte: Non sono un…
Diego Pipetta: Rosi, non so cosa dirti. Si vede che la strada non è più abbastanza, adesso ti devono venire a rompere le palle pure in casa
La morte: Sì ma non sono un…
Rosangela Pipetta: E poi a quest’ora? Domani la sveglia suona alle sei e mezza
Dando un’occhiata più attenta al mantello della morte
Rosangela Pipetta: È di Gucci?
La morte: Oh, finalmente qualcuno che se ne è
Rosangela Pipetta: Falso, chiaro
La morte: Falso sta cippa. Tocca
Gli fa toccare il mantello di pura seta
Rosangela Pipetta: Sarà. Bene, adesso puoi levarti dalle palle
Diego Pipetta: Hai sentito la mia signora? Fuori dalle palle
La morte: (In tono ironico) Signora…
Rosangela Pipetta: Come?
La morte: No, dicevo che me ne andrei anche subito, ma ho una faccenda da sbrigare prima con suo marito
La moglie guarda la morte, poi il marito.
Rosangela Pipetta: Diego? Cos’è questa storia?
Diego Pipetta: Ma, niente Rosi, è che…
Arcadio Pipetta: Papà?
Rosangela Pipetta: Arcadio stai zitto
Diego Pipetta: Il maranza dice che tra poco…
Arcadio Pipetta: Me la compri la Nintendo Switch? Per favore?
Diego Pipetta: Se te ne vai in camera tua. Adesso
Arcadio Pipetta: (Sbuffa, poi si alza ed esce dalla stanza. Prima di uscire sussurra all’orecchio della morte) Il tuo mantello è tarocco sicuro
Rosangela Pipetta: Non gliela vuoi comprare per davvero?
Diego Pipetta: Be’, adesso…
Rosangela Pipetta: Sei diventato scimunito?
La morte: Tanto tra tre minuti…
Rosangela Pipetta: Maranzetto, silenzio. Diego allora?
Diego Pipetta: Non gliela compro, va bene
Rosangela Pipetta: No, la mezza roba che hai con questo minus quam
La morte: Veramente sono laureata, ma comunque
Diego Pipetta: Ecco, dice che tra poco muoio
Rosangela Pipetta: Muori?
Diego Pipetta: Muoio
Rosangela Pipetta: Ma come?
Diego Pipetta: Eh, così. Infarto e ciao
Rosangela Pipetta: E chi lo dice?
Diego Pipetta: Lo dice lui (indicando la morte)
Rosangela Pipetta: Il maranza dice che muori e tu muori?
Diego Pipetta: Pare
Rosangela Pipetta: Col cacchio che muori. Sabato vengono a cena i Tallarico e tu mi devi dare una mano. Morto non mi servi a niente
Diego Pipeta: Ho provato a spiegarlo a coso qui, ma
La morte: Il volere imperscrutabile…
Non fa tempo a finire la frase che Rosa Pipetta gli balza addosso con tutti i suoi ottanta chili e incomincia a riempirlo di mazzate. La morte, presa di sorpresa, riesce a liberarsi dalla stretta e scappa a gambe levate.
Rosangela Pipetta: Col cavolo che te ne andavi così. Prima della cena con i Tallarico. Ma per piacere. Spegni la luce, che almeno riusciamo a dormire ancora un po’
Passano pochi secondi…
Rosangela Pipetta: Ma…Diego…il letto è tutto bagnato
Diego accende la luce
Diego Pipetta: Mi sa che Enea si è ripisciasto adosso
Rosangela Pipetta: Non lo hai fatto pisciare prima che venisse qui nel lettone?
Diego Pipetta: Si era già fatto la p…
Rosangela Pipetta: Il cervello, quando sei nato, si sono dimenticati di dartelo. Togli le lenzuola, lava tuo figlio e vattene sul divano, che per oggi mi hai scocciato abbastanza
Diego Pipetta: (Toglie le lenzuola, che porta nel cesto dello sporco. Doccia il figlio, che fa in tempo a svegliare tutto il vicinato a suon di urla. Mentre si corica sul divano, pensa) Forse, un bell’infarto, non sarebbe stato poi così male
Giù il sipario