Il mago di Garda

In Europa, da anni, decenni, forse millenni, durante il periodo estivo, si registrano imponenti flussi migratori che, dalla Germania, puntano dritto in giù, verso l’Italia.

Una parte di questo flusso viene incanalato in direzione della riviera romagnola, una volta famosa per la piadina e i vitelloni da spiaggia in slippino, moderni stilnovisti che vedevano nella donna angelicata teutonica non una semplice conquista amorosa, ma una vera e propria elevazione spirituale.

Anche se a elevarsi, poi, pare non fosse tanto lo spirito.

Ma a noi interessa l’altro flusso, quello diretto verso i lidi del lago di Garda, la transumanza sulle coste del Benaco, dal versante bresciano a quello veronese, passando per Gardaland e il trenino di Prezzemolo.

Gli esperti avevano cercato di capire quale fosse il motivo che, nei mesi che vanno da giugno a settembre, spingeva queste masse ad abbandonare una terra che aveva dato luce alle macchine più affidabili del pianeta per quella che, invece, era riuscita a partorire la Multipla.

Per alcuni era il clima mediterraneo. Per altri, l’offerta culinaria. L’ospitalità della gente. Molti concordavano sui cornetti alla crema. Eppure, c’era ancora qualcuno che non era soddisfatto di queste risposte. E si sa, il progresso nasce dall’insoddisfazione, altrimenti come avrebbero fatto a inventare la granita al pistacchio?

È così che viene alla luce Indagine sociologica del professor Umberto Lamberto Laudadio, un’indagine sociologica del professor Umberto Lamberto Laudadio, che ha dedicato tutta la sua vita a intervistare i turisti tedeschi in vacanze sul lago di Garda e a combattere il colon irritabile.

Il libro, un imponente volume di quasi duemilacinquecento pagine, analizza in dettaglio i sogni, i desideri, le motivazioni e persino il cuoio capelluto di centinaia di migliaia di villeggianti, andando a prevenire e risolvere un’eventuale caduta dei capelli.

Umberto Lamberto Laudadio ha così scoperto che il vero polo di attrazione per questa gente non è legata al dove, ma al chi. I vacanzieri si fanno centinaia di chilometri di viaggio, ore di coda, si sottopongono a docce di crema protezione cinquanta e si espongono al ludibrio italico quando pronunciano pistaccio, krazzie e pizza salami solo per poter assistere a uno spettacolo del mago di Garda.

Il mago di Garda, all’anagrafe Iginio Turina, è un prestigiatore di settantotto anni che ne dimostra almeno venti in più. Dal 1960 gira in lungo e il largo spiagge, lidi, ristoranti, residence, paesi, paesini e tende del lago di Garda, esibendosi in un simpatico siparietto in cui mostra le sue immense doti di illusionista.

Famosa la parte in cui illude centinaia di tedesche preda dei bollori estivi, per poi dichiarare pubblicamente la sua omosessualità. Imperdibile il numero in cui fa sparire un numero imprecisato di sandali del dottor Scholl, per farli ricomparire in seguito a uno stand della fiera di Senigallia, a Milano, in vendita a soli sette euro il paio.

Il numero però che l’ha reso celebre è quello in cui si trasforma in pizza margherita e, accompagnato da uno spritz, viene servito come aperitivo al pubblico in delirio. Lo spettacolo dura circa mezz’ora, aperitivo a parte, ed è sempre lo stesso da sessant’anni.

Durante il periodo invernale Iginio Turina si trasferisce nel casertano per dedicarsi alla sua attività preferita, la lettura di libri che parlano di mozzarelle.

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